Il Judo
Acqua
Il judo ha la natura dell'acqua. L'acqua scorre per raggiungere un livello equilibrato. Non ha una forma propria, ma prende quella del recipiente che lo contiene. È incontrollabile e penetra ovunque. È permanente ed eterna come lo spazio e il tempo. Invisibile allo stato vaporoso, ha tuttavia la potenza di spaccare la crosta terrestre. Solidificata in un ghiacciaio, ha la durezza della roccia. Rende innumerevoli servigi e la sua utilità non ha limiti. Eccola turbinante nelle cascate del Niagara, calma nella superficie di un lago, minacciosa in un torrente o dissetante in una fresca sorgente scoperta un giorno d'estate.
– Gunji Koizzumi, Shi-han (8° dan)
Significato
Judo, dai due suoi ideogrammi JU "dolcezza - flessibilità" e DO "via - metodo", indica la strada da percorrere per raggiungere il benessere fisico e psicologico nostro e degli altri e non da ultimo, la convivenza pacifica ed il benessere dell’umanità intera. Il Judo è la più moderna arte marziale creata per la crescita dell’individuo.
Breve storia del Judo
- Il judo nasce in Giappone alla fine del XIX secolo grazie al maestro Jigorō Kanō (1860-1938).
- Kano prese le tecniche tradizionali del ju-jitsu e le adattò con un approccio educativo e sportivo, puntando non solo alla lotta ma anche a valori come il rispetto, l’autocontrollo e il miglioramento personale.
- Nel 1882 fondò il Kodokan, la scuola madre del judo.
- Il judo si diffuse in Europa nel periodo tra le due guerre mondiali, portato da allievi giapponesi e militari o viaggiatori europei che avevano studiato in Giappone.
- In Svizzera le prime dimostrazioni e corsi si ebbero negli anni ’30, soprattutto a Zurigo e Ginevra, grazie a maestri giapponesi e pionieri locali.
- Dopo la Seconda guerra mondiale, il judo crebbe rapidamente: nel 1937 fu fondata la Federazione Svizzera di Judo e Ju-Jitsu (FSJ).
- Negli anni ’50 e ’60 si moltiplicarono i club in tutte le regioni, e il judo entrò anche nelle scuole e nelle competizioni nazionali.
Oggi la Svizzera ha una rete capillare di club, organizza campionati nazionali e partecipa regolarmente a eventi internazionali, mantenendo legami diretti con la tradizione del Kodokan giapponese.
La Giornata Mondiale del Judo è stata istituita e festeggiata per la prima volta dalla Federazione Internazionale di Judo (IJF) il 28 ottobre 2011. La data onora il compleanno di Jigorō Kanō, il fondatore del judo.
Dojo, judogi e gradi
Luogo di pratica e tenuta
I gradi
Luogo di pratica e tenuta
Il luogo: il dojo
Dojo significa “luogo della via” in giapponese ed è la sala dove si pratica il judo. Il pavimento è coperto da tatami, speciali materassini rigidi ma ammortizzanti che proteggono durante le cadute. L’ambiente è ordinato, pulito e silenzioso: il rispetto del luogo fa parte dell’educazione del judoka. Spesso in fondo al dojo c’è il kamiza, uno spazio d’onore con la foto di Jigorō Kanō o simboli della scuola.
L’abbigliamento: il judogi
Il judogi è l’uniforme da judo, composta da:
- Uwagi – la giacca, in cotone robusto.
- Zubon – i pantaloni, ampi e rinforzati alle ginocchia.
- Obi – la cintura, che indica il grado dell’atleta (dal bianco per i principianti al nero e oltre per i più esperti).
Si pratica a piedi nudi per preservare il tatami e garantire libertà di movimento. L’uniforme deve essere pulita e in ordine: è un segno di rispetto verso sé stessi, il compagno e il dojo.
I gradi
I gradi
Il judo utilizza un sistema di cinture colorate per indicare il livello tecnico e l’esperienza dell’atleta. Le cinture si chiamano obi e il loro colore va dal bianco (principiante) al nero e oltre (maestri).
Kyu – gradi per allievi: si assegnano ai principianti e praticanti non ancora cintura nera.Il numero del Kyu diminuisce con l’aumentare dell’esperienza (ad es. 6° Kyu = principiante, 1° Kyu = avanzato).
Per bambini e adulti, i colori sono: Bianco → Giallo → Arancione → Verde → Blu → Marrone (alcuni club usano cinture bicolore per passaggi intermedi).
Dan – gradi per cinture nere: si ottengono superando esami tecnici e dimostrando capacità di insegnamento e contributo al judo. 1° Dan è il primo livello di cintura nera. I Dan vanno da 1° a 5° con cintura nera, poi da 6° a 8° con cintura rossa e bianca, e 9° e 10° con cintura rossa.
Codice morale
Educazione
Coraggio
Sincerità
Controllo di sé
Onore
Modestia
Rispetto
Amicizia
Educazione
Educazione
Consiste nell’avere riguardo degli altri, del dojo, della disciplina, nel salutare quando si entra e quando si esce dal dojo, nel salire per tempo in materassina all’inizio dell’allenamento e rimanerci sino al termine.
Coraggio
Coraggio
Consiste nel fare ciò che si ritiene giusto assumendo la responsabilità delle proprie azioni, nel mettersi alla prova affrontando gli avversari in una competizione, nell’invitare chi è più forte ad ogni allenamento, nel cercare sempre di migliorare sé stessi.
Sincerità
Sincerità
Consiste nell’esprimersi senza mascherare il proprio pensiero, nell’ indirizzarsi sempre all’interessato evitando di agire tramite terzi o alle spalle, nel riprendere per tempo chi non si comporta in modo adeguato.
Controllo di sé
Controllo di sé
Consiste nel saper tacere quando la collera sale, nel rispondere in modo controllato anche a chi cerca lo scontro, nell’accettare le sconfitte senza fare drammi o sceneggiate e le vittorie senza inutili esaltazioni.
Onore
Onore
Consiste nel rimanere fedeli alla parola data e ai principi del dojo, nel comportarsi sempre con rettitudine, nel ricordarsi di essere un rappresentante del proprio dojo sempre ed ovunque.
Modestia
Modestia
Consiste nel parlare di sé senza orgoglio evitando di mettersi in mostra inutilmente, nel promuovere il proprio dojo e la propria disciplina anziché le persone, nel ricordarsi che non si è mai finito di imparare.
Rispetto
Rispetto
Consiste nell’informare i superiori di ogni attività che si intende svolgere al di fuori del proprio dojo, nel segnalare tempestivamente le proprie intenzioni ai responsabili, nell’evitare di usare scortesia verso chi è più anziano anche se dispone di conoscenze inferiori alle proprie, nell’osservare le regole sociali e gli impegni assunti.
Amicizia
Amicizia
Consiste nell’accettare di praticare insieme a tutti aiutandosi l’un l’altro sempre e comunque riconoscendo i limiti propri e degli altri, nel dare priorità agli impegni del gruppo rispetto a quelli individuali, nell’apprendere a dare in modo disinteressato.